<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:googleplay="http://www.google.com/schemas/play-podcasts/1.0"><channel><title><![CDATA[Horror Vacui]]></title><description><![CDATA[Scrivo Horror Vacui per chi non sopporta il silenzio, le pause, i giorni senza senso.
È una newsletter sul vuoto: creativo, emotivo, quotidiano.
Racconti personali, libri, articoli e pensieri sparsi per sentirsi meno soli quando non si sa cosa fare di sé.]]></description><link>https://maddalenaluraghi.substack.com</link><image><url>https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!SJYT!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F98d20ece-eef7-481f-a0a7-3317da1f3c8a_800x800.png</url><title>Horror Vacui</title><link>https://maddalenaluraghi.substack.com</link></image><generator>Substack</generator><lastBuildDate>Tue, 14 Apr 2026 05:45:51 GMT</lastBuildDate><atom:link href="https://maddalenaluraghi.substack.com/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[Maddalena Luraghi]]></copyright><language><![CDATA[it]]></language><webMaster><![CDATA[maddalenaluraghi@substack.com]]></webMaster><itunes:owner><itunes:email><![CDATA[maddalenaluraghi@substack.com]]></itunes:email><itunes:name><![CDATA[Maddalena Luraghi]]></itunes:name></itunes:owner><itunes:author><![CDATA[Maddalena Luraghi]]></itunes:author><googleplay:owner><![CDATA[maddalenaluraghi@substack.com]]></googleplay:owner><googleplay:email><![CDATA[maddalenaluraghi@substack.com]]></googleplay:email><googleplay:author><![CDATA[Maddalena Luraghi]]></googleplay:author><itunes:block><![CDATA[Yes]]></itunes:block><item><title><![CDATA[6. Come le pecore in autostrada]]></title><description><![CDATA[O quello che succede quando sei cos&#236; in bilico che ogni essere vivente pu&#242; diventare metafora della tua condizione.]]></description><link>https://maddalenaluraghi.substack.com/p/6-come-le-pecore-in-autostrada</link><guid isPermaLink="false">https://maddalenaluraghi.substack.com/p/6-come-le-pecore-in-autostrada</guid><dc:creator><![CDATA[Maddalena Luraghi]]></dc:creator><pubDate>Thu, 26 Feb 2026 17:01:46 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/5e5c7f7b-3a27-47b8-b014-0effd5b86dce_2048x2048.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div class="pullquote"><p>L&#8217;ultimo post su questi canali &#232; stato il 19 gennaio. &#200; passato pi&#249; di un mese anche se sembrano passati secoli e secondi insieme. </p><p>E oggi per parlare di pecore. Ottimo ritorno, una botta di argomenti. </p></div><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png" width="1456" height="209" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:209,&quot;width&quot;:1456,&quot;resizeWidth&quot;:null,&quot;bytes&quot;:null,&quot;alt&quot;:null,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:null,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;topImage&quot;:true,&quot;internalRedirect&quot;:null,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 1456w" sizes="100vw" fetchpriority="high"></picture><div></div></div></a></figure></div><p>Sono in treno, sto tornando a casa dopo pi&#249; di un mese. </p><p>Casa, in questo microcosmo che &#232; la mia vita negli ultimi tre anni, non so pi&#249; bene quale delle due sia. </p><p>Quando prendo il treno per andare da Torino a Brescia, dico che <em>sto tornando a casa</em>. Ma lo dico anche quando faccio la tratta al contrario. </p><p>A vedere il bicchiere mezzo pieno, si potrebbe dire che &#232; anche piacevole. Hai due case, alla fine. E potresti sentirti sempre, in qualche modo, radicata. Attaccata alla terra, incapace, nel modo pi&#249; fisico possibile, di erranza. Che &#232; un termine orrendo, ma rende l&#8217;idea. </p><p>Poi, se lo guardi di lato e noti che &#232; mezzo vuoto, ti viene anche da rispondere che non &#232; proprio cos&#236;. Forse ti senti ancora pi&#249; in balia del vento, la pallina di un flipper che non sa bene da che parte finir&#224; il suo schianto. </p><p>Lavori in una citt&#224; e ami in un&#8217;altra, ma solo per qualche giorno ogni sei o otto settimane. Incastri, organizzi, cerchi di rispettare le disponibilit&#224; di tutti quelli che vogliono vederti, e quindi in un modo o nell&#8217;altro finisci sempre per deludere qualcuno. </p><p>&#200; che non sono una fata. E la bacchetta magica ancora non ce l&#8217;ho. </p><div class="pullquote"><p>Horror Vacui &#232; un progetto piccolo, ma con tanta voglia di crescere. Se vuoi, puoi iscriverti e seguire il resto delle mie sviolinate</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://maddalenaluraghi.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://maddalenaluraghi.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p></div><p>In ogni caso, per ora sono sul treno. </p><p>Guardo fuori dal finestrino. Il paesaggio scorre a raffica. Passare dai monti sabaudi alla nebbia padana &#232; un viaggio nel viaggio, condito con una spolverata di assurdit&#224; che riflette una luce strana su tutto. </p><p>Ho gli occhi fissi nel nulla e passivamente, di fronte a me, vedo i campi trasformarsi in autostrada. I pensieri si susseguono a ondate, saltano da un filo all&#8217;altro, analizzando i problemi della mia vita e immaginando gli scenari pi&#249; catastrofici. </p><p>Un potere che solo i non luoghi come i mezzi di trasporto hanno.</p><p>E proprio mentre sto pensando che in qualche secondo potrei scoppiare, a lato del mio campo visivo, in basso a sinistra, tra la lingua di verde che separa il fondo del finestrino e il cemento su sui scorrono le macchine, eccolo. </p><p>Un puntino. Bianco, candido e peloso. </p><p>E poi un altro, e un altro ancora. Una striscia di puntini panna e crema e latte disposti a ramengo che si tengono in equilibrio su quella piccola parte di prato. </p><p>Ecco che improvvisamente i miei problemi non hanno pi&#249; spazio. </p><p>Un super potere che il mio cervello, a volte, si ricorda di avere. Poter stoppare il flusso delle catastrofi eventuali, questo pensiero magico al contrario, per concentrarsi sul qui, adesso. </p><p><em>Che cazzo ci fanno le pecore in autostrada?</em></p><p>Il treno va troppo veloce per contarle, ma devono essere davvero tante, perch&#233; per cinque secondi buoni vedo solo loro. </p><p>Stanno l&#236;, il muso piantato nell&#8217;erba, ben salde sulle loro zampe e brucano su quel fazzoletto di prato a che non dovrebbe neanche esistere. </p><p>A destra i camion, a sinistra le rotaie. E loro brucano. </p><p>Non scappano, non si agitano e non hanno l&#8217;aria di chi &#232; finito nel posto sbagliato. Hanno l&#8217;aria di chi ha trovato un posto e ha deciso che va bene cos&#236;.</p><p>Io le guardo e penso che &#232; bellissimo e tristissimo allo stesso tempo.</p><p>La vita &#232; questa cosa qui, questa ostinazione che avanza senza bisogno di permessi. Spunta tra le crepe, si infila dove non la aspetti e si arrangia. In un modo o nell&#8217;altro, trova il suo metro quadro di verde tra due corsie di asfalto e ci pianta le radici &#8212; o le zampe, in questo caso.</p><p>Ma non dovrebbe essere cos&#236;. Non dovrebbe servire tutta questa caparbiet&#224; solo per stare in piedi. Non dovresti dover scegliere tra due case senza sentirti davvero in nessuna. Non dovresti chiamare resilienza il fatto di tirare avanti su una striscia di terra che non &#232; tua.</p><p>Le pecore questo non lo sanno, il che &#232; triste, ma forse &#232; per questo che funziona. Brucano e basta, con quella concentrazione assoluta che noi ci siamo persi da un pezzo. Nessun treno della coscienza che le porta a chiedersi se l&#8217;erba &#232; pi&#249; verde dall&#8217;altra parte della carreggiata.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8BPM!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc59bc9b7-71d8-4dfd-bc9b-45c79010c77f_2048x2048.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8BPM!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc59bc9b7-71d8-4dfd-bc9b-45c79010c77f_2048x2048.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8BPM!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc59bc9b7-71d8-4dfd-bc9b-45c79010c77f_2048x2048.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8BPM!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc59bc9b7-71d8-4dfd-bc9b-45c79010c77f_2048x2048.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8BPM!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc59bc9b7-71d8-4dfd-bc9b-45c79010c77f_2048x2048.png 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8BPM!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc59bc9b7-71d8-4dfd-bc9b-45c79010c77f_2048x2048.png" width="544" height="544" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/c59bc9b7-71d8-4dfd-bc9b-45c79010c77f_2048x2048.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:1456,&quot;width&quot;:1456,&quot;resizeWidth&quot;:544,&quot;bytes&quot;:4004276,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:&quot;image/png&quot;,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:&quot;https://maddalenaluraghi.substack.com/i/189145089?img=https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc59bc9b7-71d8-4dfd-bc9b-45c79010c77f_2048x2048.png&quot;,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" title="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8BPM!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc59bc9b7-71d8-4dfd-bc9b-45c79010c77f_2048x2048.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8BPM!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc59bc9b7-71d8-4dfd-bc9b-45c79010c77f_2048x2048.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8BPM!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc59bc9b7-71d8-4dfd-bc9b-45c79010c77f_2048x2048.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!8BPM!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc59bc9b7-71d8-4dfd-bc9b-45c79010c77f_2048x2048.png 1456w" sizes="100vw" loading="lazy"></picture><div class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg role="img" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><title></title><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a><figcaption class="image-caption">Quindi ecco come mi sento io. Una pecora che bruca a lato dell&#8217;autostrada, cos&#236; concentrata sulla sua lingua di erbacce da non accorgersi di essere intrappolata. </figcaption></figure></div><p>Intanto sono ancora qui, in bilico tra due citt&#224;, due versioni di me, due risposte alla domanda &#8220;dove stai andando?&#8221; che sono entrambe vere e entrambe un po&#8217; bugiarde. Il treno va, e le pecore restano l&#236;. Scompaiono dalla mia vista, anche se continuo a pensare che mi sento un po&#8217; una di loro. </p><p>E non sono sola. Quella striscia d&#8217;erba tra le corsie &#232; piena di gente. Gente che bruca e tira avanti, che si adatta e viene lodata per questo, come se adattarsi a qualcosa di rotto fosse una virt&#249; e non una necessit&#224;.</p><p>Abbiamo fatto della resistenza un valore, e nel frattempo nessuno si chiede perch&#233; serva resistere cos&#236; tanto.</p><p>Se ce la fai &#232; merito tuo e se non ce la fai &#232; <em>colpa</em> tua, e in mezzo non c'&#232; spazio per dire che forse il prato era troppo stretto dall'inizio. Che forse non &#232; questione di quanto sei brava a stare in equilibrio, ma di chi ha deciso che il tuo posto &#232; sul bordo.</p><p>Vivere, in questo momento, non &#232; sapere dove stare. &#200; piantare i piedi, abbassare la testa, e mangiare l&#8217;erba che c&#8217;&#232;.</p><p>Anche se &#232; poca. Anche se &#232; in autostrada.</p><p>&#200; triste questo vuoto, e oggi non c&#8217;&#232; niente che lo riempia.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png" width="1456" height="209" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:209,&quot;width&quot;:1456,&quot;resizeWidth&quot;:null,&quot;bytes&quot;:null,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:null,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:null,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" title="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 1456w" sizes="100vw" loading="lazy"></picture><div></div></div></a></figure></div><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://maddalenaluraghi.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per avermi letto anche oggi. Se ancora non mi segui, puoi farlo qui </p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><div class="captioned-button-wrap" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://maddalenaluraghi.substack.com/p/6-come-le-pecore-in-autostrada?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;}" data-component-name="CaptionedButtonToDOM"><div class="preamble"><p class="cta-caption">e se quello che leggi ti dovesse piacere proprio, puoi condividerlo &lt;3</p></div><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://maddalenaluraghi.substack.com/p/6-come-le-pecore-in-autostrada?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://maddalenaluraghi.substack.com/p/6-come-le-pecore-in-autostrada?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p></div><p></p><p></p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[5. Tsukare: l'esaurimento dell'essere. ]]></title><description><![CDATA[Sulla fatica di separare corpo e mente.]]></description><link>https://maddalenaluraghi.substack.com/p/5-tsukare-lesaurimento-dellessere</link><guid isPermaLink="false">https://maddalenaluraghi.substack.com/p/5-tsukare-lesaurimento-dellessere</guid><dc:creator><![CDATA[Maddalena Luraghi]]></dc:creator><pubDate>Mon, 19 Jan 2026 19:48:34 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!3FzB!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F955db359-8d90-4ca4-81cc-8be8753384f3_2420x1668.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div class="pullquote"><p>Oggi &#232; il Blue Monday, il giorno pi&#249; triste dell&#8217;anno secondo calcoli pseudoscientifici che mescolano meteo, debiti post-natalizi e propositi gi&#224; infranti. Una formula inventata da un&#8217;agenzia pubblicitaria nel 2005 per vendere biglietti aerei, eppure ogni anno torna puntuale come un appuntamento che non abbiamo mai davuto fissare ma a cui ci presentiamo comunque.</p><p>Non credo ai giorni designati per essere tristi. Per&#242; c&#8217;&#232; qualcosa di stranamente onesto in questa convenzione collettiva. Per un giorno all&#8217;anno ci viene concesso di ammettere pubblicamente che siamo stanchi, che l&#8217;inverno pesa, che i buoni propositi sono gi&#224; polvere. &#200; un permesso temporaneo a non fingere che vada tutto bene.</p><p>E allora, visto che oggi possiamo dirlo senza vergogna, lo dico:</p></div><h3><strong>Sono stanca.</strong></h3><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!3FzB!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F955db359-8d90-4ca4-81cc-8be8753384f3_2420x1668.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!3FzB!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F955db359-8d90-4ca4-81cc-8be8753384f3_2420x1668.png 424w, 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class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg role="img" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><title></title><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" 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Mia madre mi guardava allora con un&#8217;espressione che solo anni dopo avrei imparato a decifrare, sospesa tra preoccupazione e una sorta di frustrazione impotente, e formulava quella domanda che sarebbe diventata il leitmotiv silenzioso della mia esistenza:</p><p><strong>&#8220;Hai sonno, o sei stufa?&#8221;</strong></p><p>A sei anni quella distinzione mi appariva bizzarra, quasi crudele nella sua pretesa di chiarezza. Come se a quell&#8217;et&#224; si potesse gi&#224; possedere il lessico necessario a tradurre il proprio disagio in categorie comprensibili.</p><p>Quando me lo chiedeva, sentivo formarsi qualcosa di compatto nella gola, una costrizione che mi toglieva il respiro. &#200; uno di quei particolari che la memoria conserva con precisione quasi dolorosa: quel nodo che ancora oggi mi accompagna come un&#8217;ombra fedele, come una coperta di Linus. Non sapevo rispondere. Non avevo ancora le parole per tradurre quel peso che mi premeva nel petto.</p><p>Avrei dovuto capire &#8211; no, non io, che ero semplicemente una bambina convinta che i mostri abitassero solo negli spazi bui sotto il letto, ma gli adulti intorno a me, custodi imperfetti di una saggezza mai del tutto acquisita &#8211; che quella sensazione non mi avrebbe mai davvero abbandonata. Che sarebbe diventata una seconda natura, una lingua materna che avrei continuato a parlare per il resto dei miei giorni.</p><div class="pullquote"><p><em>Horror Vacui &#232; un progetto piccolo, ma con tanta voglia di crescere. Se vuoi, puoi iscriverti e seguire il resto delle mie sviolinate :)</em></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://maddalenaluraghi.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://maddalenaluraghi.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p></div><p>La difficolt&#224; concreta nel non riconoscere le proprie emozioni sta nell&#8217;impossibilit&#224; di orientarsi nelle situazioni che le generano. Per me era come un formicolio diffuso nel cervello, una corrente elettrica che mi paralizzava. Annegavo in un bicchiere d&#8217;acqua che nessun altro riusciva a vedere.</p><p>Dovrebbe essere semplice, a quest&#8217;et&#224;, capirmi. &#200; una cosa che si impara da bambini, no? Io credo di averne avuto un piccolo assaggio solo, tipo, a diciassette anni, la prima volta che sono andata in terapia.</p><p>Parlavo, parlavo, parlavo, con quella frenesia tipica di chi cerca di riempire i silenzi. A un certo punto la psichiatra mi aveva guardata, bruscamente interrotta e mi aveva detto:</p><p>&#8220;Sei cos&#236; intelligente intellettualmente, ma cos&#236; poco emotivamente. Non sai autoregolarti.&#8221;</p><p><em>Scusi? Ma come si permette?</em> - avrei voluto dirle.</p><p>E invece non avevo detto proprio niente, ed ero andata in blocco. Ero scoppiata a piangere, una diga che crollava sul suo elegante tappeto verde smeraldo. Non ero riuscita a fermare le lacrime per un tempo che mi era parso infinito. Quando finalmente ero uscita dal suo studio, il ritorno a casa si era trasformato in un calvario di trenta minuti, punteggiato da soste forzate agli angoli delle strade dove mi fermavo a singhiozzare, come se la citt&#224; intera si facesse palcoscenico improvvisato della mia disgregazione. Ero molto teatrale, soprattutto nel mio immaginario.</p><p>Quella seduta aveva sancito la mia sconfitta. Le avevo mostrato quanto avesse ragione: non possedevo gli strumenti necessari per gestire ci&#242; che provavo. Le emozioni mi attraversavano come forze indistinte, un ammasso indifferenziato di sensazioni &#8211; tristezza, rabbia, frustrazione, persino gioia &#8211; alle quali non sapevo assegnare nomi precisi. Sapevo solo, con quella certezza elementare che precede il linguaggio, di essere profondamente, inesorabilmente stanca.</p><p>Per anni ho creduto di essere costruita male, di portare in me una distorsione fondamentale. Solo molto pi&#249; tardi ho compreso che la regolazione emotiva non &#232; un dono innato, iscritto nel dna. &#200; un&#8217;eredit&#224; che ci viene trasmessa, o negata. La si apprende dai genitori &#8211; se questi possiedono a loro volta quella competenza, eventualit&#224; tutt&#8217;altro che scontata &#8211; oppure, come nel mio caso e in quello di innumerevoli altri, dall&#8217;esterno. Pagando qualcuno per tirarti fuori dal buco nero. Pagando qualcuno per darti le parole.</p><p>Una comprensione che avremmo dovuto sviluppare quando eravamo ancora abbastanza giovani perch&#233; bastasse poco a riparare ci&#242; che si era incrinato.</p><div><hr></div><p>Cos&#236; avevamo iniziato quello che chiamavamo gioco &#8211; un eufemismo che serviva a mascherare il fatto imbarazzante che io, quasi diciottenne, avessi l&#8217;alfabeto emotivo di un bambino della scuola materna. Mi sottoponeva a scenari verosimili, situazioni che avrebbero potuto innescare il mio cortocircuito interno, e io tentavo di fare una cosa semplicissima e difficilissima insieme: scegliere una parola. Assegnare un nome a ci&#242; che sentivo. E quando non ci riuscivo, quando le parole mi sfuggivano, allora mi trattava davvero come una bambina dell&#8217;asilo e mi chiedeva di descrivere il colore, la forma, il sapore di quella sensazione. Dov&#8217;&#232; che fa male?</p><p>Di emozioni ne sono passate infinite, attraverso i nostri radar. Le ho identificate tutte, una per una, in questi quasi dieci anni, da quando mi sono seduta di fronte a quella persona che, per prima, mi avrebbe consegnato l&#8217;altro capo del filo rosso per uscire dal labirinto.</p><p>A sei anni non lo sapevo &#8211; ovviamente &#8211; ma quel nodo alla gola si chiama Angoscia. &#200; stata la mia compagna pi&#249; fedele, quella che non mi ha mai abbandonata nemmeno quando l&#8217;avrei implorata di farlo. Conosce tutte le stanze buie della mia mente e vi entra senza chiedere permesso.</p><p>L&#8217;angoscia mi perseguita, mi paralizza, scarica le mie batterie con una sistematicit&#224; impressionante. &#200; la stessa voce che mi sussurra costantemente la mia insufficienza, che profetizza catastrofi imminenti, che calcola con precisione matematica la probabilit&#224; che ogni storia finisca male, che qualcuno mi odi segretamente, che il mio capo mi stia giudicando. &#200; una narratrice instancabile, una tessitrice di scenari apocalittici che lavora a maglia le mie paure. E tira fuori degli ottimi cardigan.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png" width="494" height="70.91071428571429" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:209,&quot;width&quot;:1456,&quot;resizeWidth&quot;:494,&quot;bytes&quot;:47317,&quot;alt&quot;:null,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:&quot;image/png&quot;,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:&quot;https://maddalenaluraghi.substack.com/i/184526329?img=https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png&quot;,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 1456w" sizes="100vw" loading="lazy"></picture><div></div></div></a></figure></div><p>Anni dopo ho scoperto che in giapponese esiste un verbo, <strong><a href="https://sknihongo.com/it/jisho/%E7%96%B2%E3%82%8C-tsukare/">tsukare</a></strong>, che non distingue tra stanchezza fisica e mentale. &#200; un unico stato: <strong>l&#8217;esaurimento dell&#8217;essere.</strong> Loro non si fanno la domanda di mia madre. Non hanno mai pensato che servisse.</p><p>Quanto tempo abbiamo speso, noi occidentali, a sezionare l&#8217;esperienza umana in compartimenti stagni. Corpo qui, mente l&#224;. Ragione contro emozione. Come se fossero paesi stranieri che non condividono nemmeno il fuso orario.</p><p>Quella domanda &#8211; hai sonno, o sei stufa? &#8211; non era crudele. Era semplicemente impossibile. Chiedeva a una bambina di sei anni di operare una distinzione che nemmeno la lingua possedeva davvero, o almeno non in tutti i luoghi del mondo. Una dissociazione che forse non dovrebbe nemmeno esistere.</p><p>Ora che mi avvicino ai ventisei anni &#8211; anche questo un argomento a cui torner&#242;, non crediate che lo prenda alla leggera &#8211; mi sento ancora, irrimediabilmente, profondamente stanca.</p><p>Stanca perch&#233; sentire richiede un&#8217;energia che non sempre possiedo. Perch&#233; riconoscere ci&#242; che mi attraversa &#232; diventato un lavoro a tempo pieno, invisibile, non retribuito, e soprattutto solitario.</p><p>Sono stanca perch&#233; ogni emozione, prima di poter essere vissuta, deve essere interrogata. Sottoposta a un esame rigoroso.</p><p>Pensavo che vivere bene fosse qualcosa di spontaneo. Naturale. Che a un certo punto diventasse semplice, come imparare ad andare in bicicletta o ad allacciarsi le scarpe. Una volta che ti mettono in mano gli strumenti, poi &#232; tutto in discesa. No?</p><p>No. Vivere bene &#232; un apprendimento perpetuo. E diventare una persona migliore non significa essere pi&#249; forte, ma essere pi&#249; onesti.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png" width="494" height="70.91071428571429" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:209,&quot;width&quot;:1456,&quot;resizeWidth&quot;:494,&quot;bytes&quot;:47317,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:&quot;image/png&quot;,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:&quot;https://maddalenaluraghi.substack.com/i/184526329?img=https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png&quot;,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" title="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 1456w" sizes="100vw" loading="lazy"></picture><div></div></div></a></figure></div><p>Questo, alla fine, &#232; l&#8217;unico dato empirico che conta.</p><p>La verit&#224; onesta &#232; che sono stanca perch&#233; <em>sono</em>. Perch&#233; essere richiede energia, e io ne spendo molta solo per capire quale versione di me dovrei essere in questo preciso istante. La figlia che non delude, la collega competente, la persona che non crolla sul tappeto verde smeraldo di uno studio medico. La donna che a ventisei anni dovrebbe finalmente aver risolto l&#8217;equazione di se stessa.</p><p>Forse il problema non &#232; la mia incapacit&#224; di decifrare quale tipo di stanchezza provo. <strong>Il problema &#232; che ho sempre creduto che esistesse una versione funzionale di me, da qualche parte nel futuro, che mi aspettava.</strong> Una che non si fa pi&#249; queste domande. Una che ha finalmente imparato.</p><p>Ma quella donna non esiste. E forse non &#232; mai esistita per nessuno.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png" width="494" height="70.91071428571429" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:209,&quot;width&quot;:1456,&quot;resizeWidth&quot;:494,&quot;bytes&quot;:47317,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:&quot;image/png&quot;,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:&quot;https://maddalenaluraghi.substack.com/i/184526329?img=https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png&quot;,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" title="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 1456w" sizes="100vw" loading="lazy"></picture><div></div></div></a></figure></div><p>In questi momenti mi raggiunge l&#8217;eco di una frase che lessi anni fa, in un libro di cui non ricordo pi&#249; il titolo n&#233; l&#8217;autore. Diceva che <strong>gli esseri umani sono gli unici animali condannati a portare testimonianza della propria esistenza.</strong> Noi, soli tra tutte le creature del pianeta, dobbiamo raccontarci a noi stessi per sapere chi siamo. E questo racconto non finisce mai. Non pu&#242; finire.</p><p>L&#8217;angoscia, quella compagna fedele che conosce tutte le stanze buie, non se ne andr&#224;. Lo so ormai. Ma forse possiamo coesistere, lei e io, in questa casa che &#232; il mio corpo. Come coinquiline difficili che hanno smesso di pretendere che l&#8217;altra cambi.</p><p>Mia madre mi guardava con quella preoccupazione che adesso capisco: vedeva in me qualcosa che riconosceva. La stessa domanda che probabilmente si era fatta per anni, prima di me, e che forse si fa ancora. Hai sonno, o sei stufa? Non stava cercando di correggermi. Stava cercando di capire se avevo ereditato anche quella fatica. E la risposta, naturalmente, era s&#236;.</p><p>Ma ecco la cosa: tra tutte le parole che ho imparato in questi anni, tra tutti i nomi che ho dato alle emozioni che mi attraversano, ce n&#8217;&#232; una che non avevo considerato.</p><p><em>Eredit&#224;.</em></p><p>Non solo di traumi o lacune, ma anche di resistenza. Mia madre si &#232; fatta quella domanda per anni e non ha smesso di vivere. Ha continuato a svegliarsi, a prepararmi la colazione, a chiedermi come stavo anche quando probabilmente non riusciva a rispondere alla stessa domanda per s&#233;.</p><p>E io sto facendo lo stesso. Mi sveglio. Vado in terapia. Cerco le parole. Mi fermo agli angoli delle strade quando devo piangere e poi riprendo a camminare.</p><p>Questa &#232; la cosa che non ci dice nessuno: non esiste un momento in cui diventi finalmente la persona completa che speravi di essere. Esiste solo la scelta di continuare. E quella scelta, per quanto possa sembrare banale, per quanto sia lontana dalle narrazioni eroiche che amiamo, &#232; tutto ci&#242; che abbiamo.</p><p><em>Tsukare</em>. L&#8217;esaurimento dell&#8217;essere. Ma anche: <strong>l&#8217;insistenza</strong> dell&#8217;essere.</p><p>Sono stanca. Lo sono sempre stata. Lo sar&#242; ancora.</p><p>E quindi <em>otsukare-sama</em>, grazie per la stanchezza.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png" width="494" height="70.91071428571429" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:209,&quot;width&quot;:1456,&quot;resizeWidth&quot;:494,&quot;bytes&quot;:47317,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:&quot;image/png&quot;,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:&quot;https://maddalenaluraghi.substack.com/i/184526329?img=https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png&quot;,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" title="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!zSLL!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3762058e-4f96-4be0-afe9-6db0dd4aada3_1668x240.png 1456w" sizes="100vw" loading="lazy"></picture><div></div></div></a></figure></div><div class="pullquote"><p><em>Grazie, ancora una volta, per avermi letta. Se tutto questo lungo trip ti &#232; piaciuto, puoi lasciarmi un commento o condividere Horror Vacui con chi vuoi! Ci leggiamo presto &lt;3</em></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://maddalenaluraghi.substack.com/p/5-tsukare-lesaurimento-dellessere?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://maddalenaluraghi.substack.com/p/5-tsukare-lesaurimento-dellessere?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[4. I buoni propositi sono una paura del vuoto legittimata. ]]></title><description><![CDATA[Perch&#233; allora continuiamo a scrivere liste su liste?]]></description><link>https://maddalenaluraghi.substack.com/p/4-i-buoni-propositi-sono-una-paura</link><guid isPermaLink="false">https://maddalenaluraghi.substack.com/p/4-i-buoni-propositi-sono-una-paura</guid><dc:creator><![CDATA[Maddalena Luraghi]]></dc:creator><pubDate>Tue, 13 Jan 2026 18:30:37 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!9kw9!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fe9bd3298-50d5-4901-9913-687d2827eb6d_2420x1668.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Ogni inizio di anno succede una cosa interessante: ci convinciamo che il problema sia la <strong>forza di volont&#224;</strong>. Che se quest&#8217;anno non riusciamo a rispettare i buoni propositi, la colpa sia nostra, o della nostra disciplina, o della nostra <em>concentrazione</em>. Ma se guardi bene, capisci che il problema non &#232; la volont&#224;. </p><p><strong>Il problema &#232; il vuoto davanti a noi, e il modo in cui lo affrontiamo.</strong></p><p>La tradizione delle <em>New Year&#8217;s resolutions</em> esiste da millenni: gi&#224; i Babilonesi facevano promesse durante il loro capodanno, e i Romani le ribaltarono sul calendario di gennaio, in onore di Giano, dio delle soglie e dei nuovi inizi. L&#8217;idea di puntare una data netta come <em>inizio</em> &#232; antica quanto il tempo stesso, eppure continua a riproporsi ogni anno con la stessa intensit&#224; perch&#233; c&#8217;&#232; qualcosa dentro di noi che vuole credere che un <strong>confine visibile possa cambiare la nostra storia.</strong></p><p>Prima e dopo. Come se il tempo, da solo, non fosse abbastanza credibile.</p><p>Il <em>New Yorker</em> scrive che <a href="https://www.newyorker.com/tech/annals-of-technology/why-we-make-resolutions-and-why-they-fail?">non &#232; il primo gennaio a produrre i buoni propositi, ma la nostra ossessione per i confini</a>: abbiamo bisogno di un punto netto per illuderci che qualcosa possa davvero ricominciare. E allora scriviamo liste. Tante. Ordinatissime.</p><p>Come per ogni angolo delle nostre vite, anche l&#8217;ordine di queste liste cela qualcosa di pi&#249;.</p><blockquote><p><strong>I buoni propositi non sono altro che il nostro modo socialmente accettabile di avere paura del vuoto.</strong></p></blockquote><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!9kw9!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fe9bd3298-50d5-4901-9913-687d2827eb6d_2420x1668.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!9kw9!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fe9bd3298-50d5-4901-9913-687d2827eb6d_2420x1668.png 424w, 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class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg role="img" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><title></title><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" 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Quando ci mettono davanti uno spazio vuoto, come quello di un anno che non ha ancora una forma, quasi spontaneamente cerchiamo di <strong>riempirlo</strong>. Non sempre con intenzioni sane, per&#242;. Spesso con liste preconfezionate che sembrano dire: <em>se riempio questo spazio, allora avr&#242; uno scopo</em>.</p><p>Uno scopo. Per i prossimi giorni, le prossime settimane. Per alcuni di noi, i pi&#249; caparbi, anche mesi. </p><p>&#200; il vuoto che spinge la promessa, e sempre il vuoto la fa sprofondare. </p><p>L&#236;, allora, succede che abbandoniamo. Non perch&#233; non vogliamo cambiare, ma perch&#233; abbiamo usato una lista come anestesia. Non abbiamo davvero ascoltato il vuoto. Abbiamo tentato di <strong>coprirlo</strong>, e quando la coperta &#232; troppo corta, restano fuori dei pezzi.</p><p>Forse il punto non &#232; smettere di fare promesse, ma capire perch&#233; le facciamo sempre nello stesso momento. Perch&#233; il vuoto, quando si presenta in modo cos&#236; esplicito come a gennaio, ci mette in difficolt&#224;. Non tanto perch&#233; non sappiamo cosa fare, ma perch&#233; non sappiamo <em>come stare</em> davanti a uno spazio che non chiede nulla e promette ancora meno.</p><p>Giano guardava avanti e indietro insieme. Noi no. Noi guardiamo avanti e sentiamo il bisogno di riempire subito quello che vediamo, come se lasciare uno spazio aperto fosse una forma di negligenza, o peggio, di <strong>fallimento</strong>. E allora scriviamo liste, programmiamo versioni migliori di noi stessi, organizziamo il tempo prima ancora di viverlo. Non per cattiva fede, ma per paura. Paura che, se non facciamo qualcosa, quel vuoto dica qualcosa <em>di noi.</em></p><p>Il vuoto di un anno nuovo &#232; troppo grande per essere neutro. </p><p>Sta l&#236;, intero, e ci guarda. E noi rispondiamo come sappiamo: mettendoci sopra parole, progetti, promesse. A volte funzionano, a volte no. Spesso durano poco. Ma per un momento tengono a bada quella sensazione precisa: quella di non sapere che forma avr&#224; la nostra vita da qui in avanti.</p><p>Quando poi le liste saltano, quando l&#8217;ordine si sfalda, non &#232; solo frustrazione. &#200; il vuoto che torna a farsi sentire, identico a prima, forse un po&#8217; pi&#249; rumoroso. E l&#236; ci accorgiamo che non stavamo cercando il cambiamento, stavamo cercando <strong>tregua</strong>. Un modo socialmente accettabile di non guardare troppo a lungo quello spazio aperto davanti a noi.</p><p>Io non so se il vuoto vada ascoltato, attraversato o riempito. </p><p>So solo che ci torno sempre, e che ogni gennaio mi sorprendo a fare la stessa cosa: provarci lo stesso. Scrivere. Ordinare. Promettere. Come se, per qualche giorno almeno, bastasse questo a non sentire la vertigine. </p><p>Come se il problema non fosse avere paura del vuoto, ma restarci dentro senza fare nulla.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[3. I vuoti dell'anno.]]></title><description><![CDATA[Una lista disordinata delle cose con cui ho riempito i vuoti quest'anno.]]></description><link>https://maddalenaluraghi.substack.com/p/3-i-vuoti-dellanno</link><guid isPermaLink="false">https://maddalenaluraghi.substack.com/p/3-i-vuoti-dellanno</guid><dc:creator><![CDATA[Maddalena Luraghi]]></dc:creator><pubDate>Wed, 31 Dec 2025 09:01:31 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!z6W2!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3791be3d-19b5-4914-b55b-5ff16c48d01a_1772x2717.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;&#232; stato un momento, quest&#8217;anno, in cui ho capito che il vuoto non era pi&#249; un&#8217;idea astratta. Non era una parola elegante da infilare in una frase giusta, n&#233; una vertigine improvvisa come quelle che ti prendono guardando gi&#249; da un ponte. Il vuoto era diventato una stanza. Spoglia. Con l&#8217;eco. Una di quelle in cui se tossisci ti sembra di disturbare.</p><p>All&#8217;inizio ho provato a starci. Ho pensato: magari &#232; una fase, magari basta sedersi sul pavimento e aspettare che passi. Ma il vuoto non passa. Il vuoto resta, e se resta troppo a lungo comincia a parlare. Ti fa domande che non avevi chiesto, ti rimanda indietro pensieri che avevi archiviato come &#8220;non urgenti&#8221;, ti costringe a guardare le pareti. E le pareti, quando sono vuote, diventano specchi.</p><p>Cos&#236; ho fatto l&#8217;unica cosa che so fare quando qualcosa mi fa paura: ho riempito.</p><p>Non in modo ordinato, non con un progetto chiaro. Ho riempito come si riempie una casa dopo un trasloco emotivo: portando dentro quello che capitava, appoggiandolo dove c&#8217;era spazio, dicendomi &#8220;poi sistemo&#8221;. </p><p>Spoiler: non ho sistemato. Ho riempito.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!z6W2!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3791be3d-19b5-4914-b55b-5ff16c48d01a_1772x2717.png" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!z6W2!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3791be3d-19b5-4914-b55b-5ff16c48d01a_1772x2717.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!z6W2!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3791be3d-19b5-4914-b55b-5ff16c48d01a_1772x2717.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!z6W2!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3791be3d-19b5-4914-b55b-5ff16c48d01a_1772x2717.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!z6W2!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3791be3d-19b5-4914-b55b-5ff16c48d01a_1772x2717.png 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!z6W2!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3791be3d-19b5-4914-b55b-5ff16c48d01a_1772x2717.png" width="594" height="910.5824175824176" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/3791be3d-19b5-4914-b55b-5ff16c48d01a_1772x2717.png&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:2232,&quot;width&quot;:1456,&quot;resizeWidth&quot;:594,&quot;bytes&quot;:6202024,&quot;alt&quot;:null,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:&quot;image/png&quot;,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;topImage&quot;:true,&quot;internalRedirect&quot;:&quot;https://maddalenaluraghi.substack.com/i/182998119?img=https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3791be3d-19b5-4914-b55b-5ff16c48d01a_1772x2717.png&quot;,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!z6W2!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3791be3d-19b5-4914-b55b-5ff16c48d01a_1772x2717.png 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!z6W2!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3791be3d-19b5-4914-b55b-5ff16c48d01a_1772x2717.png 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!z6W2!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3791be3d-19b5-4914-b55b-5ff16c48d01a_1772x2717.png 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!z6W2!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F3791be3d-19b5-4914-b55b-5ff16c48d01a_1772x2717.png 1456w" sizes="100vw" fetchpriority="high"></picture><div class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg role="img" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><title></title><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a><figcaption class="image-caption">L&#8217;illustrazione per questo numero &#232; un&#8217;immagine che mi &#232; venuta addosso appena ho chiuso <em>Casa di bambola</em> di Ibsen, uno dei libri che hanno segnato il mio anno. Un horror vacui di cui riparleremo anche nell&#8217;anno a venire, perch&#233; ce n&#8217;&#232; bisogno.</figcaption></figure></div><p></p><p>Ho riempito con la <em>fine</em> di qualcosa. Il diploma del master, per esempio. Che detta cos&#236; sembra una riga su LinkedIn, una foto con un attestato in mano e un sorriso composto. In realt&#224; &#232; stato pi&#249; simile a chiudere una porta lentamente, per non fare rumore. Anni di pensieri, notti passate a domandarmi se stessi andando nella direzione giusta, pagine scritte e riscritte, la sensazione costante di essere sempre un passo indietro rispetto a me stessa. Quando &#232; finito, non c&#8217;&#232; stato un boato. C&#8217;&#232; stato un silenzio a tratti assordante. Un vuoto nuovo, pi&#249; grande. </p><p>E allora ho capito che <strong>ogni fine, se non stai attenta, &#232; un buco.</strong></p><p>Ho riempito iniziando a lavorare. Che &#232; una frase adulta, pesante, con dentro una promessa implicita di stabilit&#224;. In realt&#224; lavorare, per me, &#232; stato come entrare in una stanza gi&#224; abitata. Voci, ritmi, aspettative. Un modo nuovo di misurare il tempo: non pi&#249; in &#8220;quando mi va&#8221;, ma in &#8220;quando serve&#8221;. Ho riempito il vuoto con task, brief, note vocali da riascoltare due volte perch&#233; la prima non eri davvero l&#236;. Ho riempito con la stanchezza buona, quella che ti fa dire &#8220;ok, oggi ho fatto qualcosa&#8221;. Anche quella, a modo suo, <strong>&#232; una coperta contro il vuoto</strong>.</p><p>Ho riempito scrivendo <em><a href="https://open.spotify.com/show/6MjMr36MGyRNJ2T8b7Uwb2?si=1a4908c76f9e4180">Agosto</a></em>.<br>Un podcast nato insieme a <a href="https://www.instagram.com/paolopaccioriccio?utm_source=ig_web_button_share_sheet&amp;igsh=ZDNlZDc0MzIxNw==">Paolo</a> e <a href="https://www.instagram.com/andre.acca?utm_source=ig_web_button_share_sheet&amp;igsh=ZDNlZDc0MzIxNw==">Andrea</a>, quasi per necessit&#224;, quasi per urgenza. Un modo per dare una forma ai giorni, per raccontare il tempo che passa quando sembra fermo, per non lasciare i pensieri liberi di fare troppo rumore. Scrivere <em>Agosto</em> &#232; stato un altro modo di occupare spazio: con le parole, con le voci, con le storie.<br>E poi creare un luogo da cui poterne far nascere infinite altre, di storie, un posto in cui andare <em><strong><a href="https://www.instagram.com/controrario?utm_source=ig_web_button_share_sheet&amp;igsh=ZDNlZDc0MzIxNw==">Controrario</a></strong></em>. Curarne i social, accompagnarlo, tenerlo vivo. Come se le storie, una volta nate, avessero bisogno di qualcuno che resti a vegliarle.</p><h5>Adesso <em>Agosto</em> &#232; in una forma nuova. Fino al 6 gennaio c&#8217;&#232; l&#8217;edizione invernale, che esiste quasi come una stanza parallela: stessa voce, un altro tempo.<br>Se vuoi seguirci, ci trovi qui: </h5><iframe class="spotify-wrap podcast" data-attrs="{&quot;image&quot;:&quot;https://i.scdn.co/image/ab6765630000ba8abfdb37b06f33b73299dcfb70&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Agosto&quot;,&quot;subtitle&quot;:&quot;Controrario Podcast&quot;,&quot;description&quot;:&quot;Podcast&quot;,&quot;url&quot;:&quot;https://open.spotify.com/show/6MjMr36MGyRNJ2T8b7Uwb2&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;noScroll&quot;:false}" src="https://open.spotify.com/embed/show/6MjMr36MGyRNJ2T8b7Uwb2" frameborder="0" gesture="media" allowfullscreen="true" allow="encrypted-media" loading="lazy" data-component-name="Spotify2ToDOM"></iframe><p>Ho riempito con l&#8217;amore. E qui rischio sempre di scivolare nel clich&#233;, quindi provo a dirlo piano. Ho trovato l&#8217;amore della mia vita non come si trovano le cose perse, ma come si trovano le cose giuste: quando smetti di cercarle. L&#8217;amore non ha tappato il vuoto, non lo ha cancellato. Ha fatto una cosa pi&#249; difficile: ci si &#232; seduto accanto. Ha detto &#8220;ok, esisti, e va bene&#8221;. E improvvisamente il vuoto non era pi&#249; un nemico da combattere, ma uno <strong>spazio da condividere.</strong> Ho riempito i silenzi con un nome sottovoce. &#200; una compagnia. Ed &#232; molto pi&#249; onesta di qualsiasi salvezza.</p><p>Ho riempito leggendo. Quasi <strong>cinquanta</strong> libri. Un numero che per me &#232; una soglia, una specie di traguardo invisibile. Ho letto per scappare, per capire, per sentirmi meno sola, per rubare frasi da usare come appigli. Ho letto nei giorni storti e in quelli troppo pieni, ho letto per non pensare e per pensare meglio. Ogni libro &#232; stato una stanza temporanea in cui abitare. Alcune le ho amate, altre le ho lasciate in disordine. Tutte hanno tenuto occupato il vuoto nella mia testa, come un rumore di fondo gentile.</p><p>E poi ci sono state le cose piccole, quelle che non finiscono nei bilanci di fine anno ma che fanno volume in tutti i vuoti che ho riempito. Le camminate senza meta, le playlist in loop fino a consumarle, le conversazioni notturne che non risolvono niente ma tengono svegli. Ho riempito con i pensieri ripetuti, con le ansie che tornano sempre uguali ma ogni volta con una sfumatura diversa. Ho riempito con il lavoro creativo, con le idee che non sapevo ancora dove mettere ma che non volevo perdere. Ho riempito con il tentativo costante di dare un senso, anche quando il senso non arrivava.</p><p>E poi, totalmente in silenzio, ho iniziato a fare davvero una cosa che volevo da tempo. Ho iniziato a tatuare.<br>Un gesto diverso, pi&#249; lento, pi&#249; fisico. Riempire uno spazio sulla pelle di qualcun altro, con un segno che resta. Ascoltare una storia, tradurla in una linea. &#200; stato in quel momento che ho capito una cosa che non avevo previsto: <strong>mentre cercavo di riempire i miei vuoti, avevo iniziato a prendermi cura anche di quelli degli altri.</strong></p><p>Ed &#232; forse questa la parte pi&#249; bella di tutto.<br>Scoprire che quello che faccio &#8212; scrivere, raccontare, comunicare, segnare &#8212; non serve solo a tenermi a galla. </p><p>Serve anche a creare spazio per qualcun altro. A dire: <em>qui puoi stare, qui puoi lasciare qualcosa</em>.</p><p>A un certo punto mi sono accorta che il vuoto non era sparito. Era cambiato. Non era pi&#249; una stanza vuota, ma una casa vissuta. Con le pareti segnate, i mobili spostati mille volte, le tracce di chi ci &#232; passato. E soprattutto ho capito una cosa che mi ha spaventata e sollevata allo stesso tempo: <strong>il vuoto che sento esiste perch&#233; il mio lavoro &#232; mettere ordine nel rumore.</strong> Dare forma a quello che non ce l&#8217;ha ancora.</p><p>Forse non &#232; incertezza. Forse &#232; vocazione, ai limiti del doloroso.</p><p>Il 2025 mi ha insegnato questo. Il 2026 vorrei usarlo concedendomi il beneficio del dubbio. Lasciandomi dire, senza pretendere certezze immediate, che questa strada &#8212; imperfetta, instabile, a tratti spaventosa &#8212; &#232; la mia. </p><p>E che se c&#8217;&#232; ancora spazio vuoto, va bene.<br>Vuol dire solo che c&#8217;&#232; ancora qualcosa con cui riempirlo.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[2. Sul non saper fare niente.]]></title><description><![CDATA[Ho un difetto.]]></description><link>https://maddalenaluraghi.substack.com/p/2-sul-non-saper-fare-niente</link><guid isPermaLink="false">https://maddalenaluraghi.substack.com/p/2-sul-non-saper-fare-niente</guid><dc:creator><![CDATA[Maddalena Luraghi]]></dc:creator><pubDate>Mon, 15 Dec 2025 20:55:35 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!R4Ut!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F01f0cff3-75ad-42f5-83d2-fd2871ae88e2_946x966.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Ho un difetto.</p><p>Mi ritrovo spesso a chiedermi come fanno le persone ad avere successo, a spaccare. Si concentrano su una cosa, un <em>talento</em>, lo portano avanti, lo coltivano, gli danno cos&#236; tanta importanza da finire con il colmare ogni spazio.</p><p>E quindi eccoli l&#236;, loro, con gli occhi enormi e le teste piene di quel senso di soddisfazione per aver fatto coincidere la pi&#249; grande delle passioni con il mondo della vita vera.</p><p>Mi scervello, mi interrogo. Mi metto a confronto, e forse sbaglio, ma non posso farne a meno. Non posso fare a meno di pensare che quel traguardo non sar&#224; mai mio, che la mia vita sar&#224; sempre una rincorsa alla prossima cosa con cui riempire il vuoto.</p><p><em>Penso sempre di dover fare le cose per arrivare prima,</em> quando poi, in realt&#224;, prima non lo sono mai stata. Non ho mai vinto un premio o una gara, mai il voto pi&#249; alto o il progetto scelto. Io non sono una di quelle da trofei sui muri della stanza, non sono una personalit&#224; famelica. Ho fame, ma di altro. </p><p>Ho fame di vita, di felicit&#224;. Ho fame del momento in cui smetter&#242; di sentirmi obbligata a performare per la sensazione effimera e irreale di piacere di pi&#249;, di pi&#249;, sempre di pi&#249;. Ho fame di una calma non solo apparente, ma di quel pezzo di pace che arriva quando gli altri, di pezzi, si allineano e si abbracciano. E tu sei piena. </p><p>&#200; quella cosa l&#236;, che cerco, forse da sempre. </p><p>Sentirmi <strong>piena</strong>. </p><p>Randomicamente, questo obiettivo cambia connotati: ha la faccia della prossima cosa con cui decider&#242; di riempire le giornate, in cui mi cimenter&#242; per non guardare in faccia la realt&#224;. </p><p>La verit&#224; &#232; che cos&#236; paura di sbagliare, che non mi do nemmeno la possibilit&#224; di sapere se quella che ho scelto - adesso, fino al prossimo cambio di rotta - &#232; davvero la mia strada. Appena divento brava, appena pu&#242; davvero essere lei la mia luna, mi chiedo se ne valga veramente la pena.</p><p>Due anni fa pensavo di aver deciso. Seguire i sogni, vedere dove mi avrebbero portata. Oggi mi ritrovo a fare una cosa che non mi piace, pi&#249; lontana ancora dalla luna di quanto sia stata prima di trasferirmi in una citt&#224; nuova, ricominciare, scommettere su questo vento, pi&#249; lontana di quanto sia stata mai nella mia vita. </p><p>O forse no? Forse mi sento cos&#236; perch&#233; a vent&#8217;anni fa paura tutto?</p><p>S&#236;, ma quand&#8217;&#232; che smette di far paura e inizia ad avere senso? Quand&#8217;&#232; che capisci che <em>questo </em>&#232; quello su cui ti devi concentrare e non il resto? Quale di questi tanti pezzi di puzzle che mi danno forma &#232; quello attorno cui costruire l&#8217;immagine? </p><p>Cosa posso fare adesso?</p><p>Smettere di mettersi a confronto: primo passo.</p><p><em>Perch&#233; non mi hanno pi&#249; richiamata? Perch&#233; non mi sento bene come loro?</em></p><p>Smettere di farsi troppe domande: secondo passo. </p><p><em>I miei linguaggi riempiono solo i miei vuoti, o danno loro una forma?</em></p><p>Smettere di compiacere gli altri, compiacersi e piacersi: terzo passo.</p><p><em>Se mollo questo lavoro, questo lavoro che mi consuma, mi riempie ma mi logora, che mi fa sentire sprecata attaccata fottuta, poi chiss&#224; cosa diranno di me. </em></p><p>Avere un po&#8217; di fiducia in s&#232;: quarto passo.</p><p><em>Non ho un briciolo di talento.</em></p><p></p><p>Ho un difetto.</p><p>Dico sempre di saper fare tante cose, ma alla fine, forse, la verit&#224; &#232; che non sono brava a farne nemmeno una. </p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" 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class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg role="img" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><title></title><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" 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Se vuoi leggere altro, basta lasciare la tua mail &lt;3</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[1. Gli inizi della paura]]></title><description><![CDATA[Un monologo sullo spazio e sul controllo.]]></description><link>https://maddalenaluraghi.substack.com/p/1-gli-inizi-della-paura</link><guid isPermaLink="false">https://maddalenaluraghi.substack.com/p/1-gli-inizi-della-paura</guid><dc:creator><![CDATA[Maddalena Luraghi]]></dc:creator><pubDate>Fri, 28 Nov 2025 18:00:56 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Rw05!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fe5e019c6-2358-4138-9b8f-ae70d5ab315c_1000x771.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>&#200; la storia pi&#249; vecchia del mondo.</p><p>Si comincia sempre con un rumore di fondo, il rumore che sta nelle ossa delle persone ferme. Lo senti? Scoppietta sulla superficie della pelle, trema e si insinua sotto le unghie, che lavi lavi lavi ma non va via.</p><p>Il vuoto non &#232; assenza, ma una presenza non invitata. Se la casa &#232; vuota, senti i tubi, sembra gente che cammina. Una goccia che picchia e inizia a fare eco, e va avanti finch&#233; l&#8217;eco diventa insopportabile, una cantilena rancida, e quest&#8217;eco rimanda indietro cose che non avevi chiesto. Prende le frasi, ma le risputa diverse, pi&#249; affilate. E questo non &#232; educato.</p><p>Tutto quello che non vuoi sentire si mette in fila, e tu non vuoi essere una sala d&#8217;aspetto, un corridoio, uno spazio attraversabile.</p><p>Devi riempire. E allora riempi come se fosse urgente, come se ogni centimetro dei tuoi muscoli urlasse di essere estratto, riempito, e rimesso a posto. Riempi gli scaffali, le mensole, riempi le pagine, ti riempi gli occhi di parole e di immagini. Come se fosse tutto una falla. C&#8217;&#232; una perdita. <em>Plinc, plinc.</em> C&#8217;&#232; bisogno di un operaio, in pieno turno di notte con le mani sporche, che corre avanti e indietro a mettere pezze su pezze su pezze.</p><p>Devi scrivere. Scritte sopra scritte. Segni su segni, finch&#233; lo sfondo potrebbe anche essere trasparente, chi pu&#242; dirlo, magari non &#232; mai nemmeno esistito. Accumuli e aggiungi come le migliori <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_da_accumulo">disposofobiche</a>, non per bellezza. Per panico. Per sopravvivenza. Non le lasci respirare, queste pagine, perch&#233; anche loro devono sentire l&#8217;aria mancare. Soffocano, ma sono oneste. E tu non le pulirai.</p><p>Se non respirano non possono parlare. Sai cosa direbbero, e tu tanto non lo vuoi sentire.</p><p>&#8220;Non ti basta mai, eh?&#8221; No.</p><p>&#8220;Non sei mai soddisfatta.&#8221; No.</p><p>&#8220;Non sai goderti niente&#8221;. No.</p><p>Tu ti godi tutto. Ti dici che ti godi tutto, poi ti godi storta. Ti godi tutto, fino a romperlo. Quando c&#8217;&#232; da aspettare, godi male. Godi male con lui? Non devi fare niente, ti fa di tutto. Eppure non godi male, o sbaglio? Quando qualcosa ti assorbe non lo sai contenere, si allarga, ti invade, ti riscrive. Poi tu esageri e lo rompi.</p><p>&#200; una questione di pressione, sai? Non sai calcolare il peso di quanto pu&#242; reggere una mensola prima di spaccarsi. Prendi e stringi, e poi lo soffochi. Riempi, accumuli e mastichi, con troppa foga, hai troppa fame perch&#233; pu&#242; esserci domani e domani pu&#242; essere vuoto.</p><p>E allora lavori e produci, disegni su ogni superficie bianca, non ti basta lo spazio allora lo crei dal nulla e te lo inventi, non puoi rimanere un posto vuoto. Hai paura del vuoto. Di diventare solo spazio.</p><p>Lo spazio non ama nessuno, non consola, non risponde.</p><p>Lo spazio amplifica l&#8217;eco. <em>Plinc, plinc, plinc.</em> La cantilena rancida che ti pugnala con le sue parole storpiate.</p><p>Chiedi di essere occupata, abusata, soffocata per chiedere a qualcuno il controllo. Chiedi di non guarire, non serve nessuno, tu non servi a nessuno, ma non sottostare alla calma che ingoia. La calma &#232; vuoto e ti spaventa pi&#249; di qualsiasi dolore. Ingloba i tuoi scarabocchi e servili su un piatto d&#8217;argento, come il bravo cameriere che sei. Si si si si, bravissimo, non fai cadere niente, occupi ogni buco sul vassoio pur di non fare due viaggi. Niente mani vuote.</p><p>E se un giorno smetti di scrivere, di riempire, di sporcare, di buttare gi&#249; a caso con l&#8217;urgenza di prendere un respiro, se un giorno smetti di esagerarti addosso e il vuoto ti si siede accanto, ti rimanda indietro per come sei davvero.</p><p>Aspetta.</p><p>Tu esisti solo nel movimento.</p><p>Se muore il movimento, ci moriremo schiacciati sotto.</p><p>&#200; la storia pi&#249; vecchia del mondo, e non finisce mai.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Rw05!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fe5e019c6-2358-4138-9b8f-ae70d5ab315c_1000x771.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" 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class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg role="img" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><title></title><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" 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bandita.]]></description><link>https://maddalenaluraghi.substack.com/p/coming-soon</link><guid isPermaLink="false">https://maddalenaluraghi.substack.com/p/coming-soon</guid><dc:creator><![CDATA[Maddalena Luraghi]]></dc:creator><pubDate>Thu, 27 Nov 2025 15:35:16 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!pfTX!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F800b76bf-bb1d-4014-a625-4b3e59b530e4_2220x1615.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!pfTX!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F800b76bf-bb1d-4014-a625-4b3e59b530e4_2220x1615.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" 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class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg role="img" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><title></title><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" 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